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"Centopiazze" per Roma

17-12-2019 10:29

tags: #piazze, #strade, #periferie, #centopiazze, #programma, #roma,

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mappa dei luoghi - strade e piazze

Nel 1994 l’amministrazione comunale di Roma concepì un nuovo modello di città, collocando all’interno di questa idea di complessiva riconfigurazione urbana, l’obiettivo di ridisegnare e riqualificare gli spazi aperti. In questo contesto matura il programma “Centopiazze”, promosso e coordinato dall’Architetto Francesco Ghio, che dagli anni ’90 in poi, durante le consiliature dei Sindaci Francesco Rutelli e Walter Veltroni, ha interessato il territorio romano con numerosi interventi negli spazi pubblici dell’intera città: dal centro alla periferia più estrema.
Si è trattato di una grande iniziativa che ha coinvolto, probabilmente per l’unica volta dopo il dopoguerra, la città nella sua interezza, intervenendo in modo sistematico per la riqualificazione e la valorizzazione di interi quartieri, soprattutto periferici (ma non solo), partendo dalle piazze e dagli spazi aperti, per ricostituire il tessuto connettivo di un territorio frammentato e disordinato. Come abbiamo già messo in evidenza in altre parti,  Roma contemporanea si presenta come una realtà polimorfa che alterna quartieri a densità variabile germogliati in modo a volte spontaneo all'interno dell’agro romano, senza una sua definita riconoscibilità, ma come disordine “auto organizzato“ modellato dall'incuria dell’amministrazione pubblica e dall'adattamento delle condizioni di vita determinato dalla mano dei cittadini residenti nelle zone periferiche, i quali si sono abituati a ricostruire condizioni di habitat al di fuori delle regole della programmazione urbana, ma coerenti con le esigenze di prossimità.
Il pensiero che animò i promotori del progetto “Centopiazze” conteneva molti elementi di discontinuità rispetto allo spontaneo adattarsi delle cose verificatosi sino ad allora, con l‘idea di intervenire su un complesso cittadino nel quale ridefinire le strutture elementari della relazione tra le persone e ravvivare lo spirito di partecipazione alla costruzione di una dimensione del vivere adeguata ad una condizione moderna. Erano quelli, infatti, anni di grande partecipazione e la caratteristica principale del progetto fu proprio quella di coinvolgere i cittadini alle decisioni e alle trasformazioni della città.
La mappa dei luoghi da fotografare è stata ricostruita attraverso la consultazione di un prezioso volume pubblicato recentemente, quando l’idea di un approfondimento fotografico in quei posti era già stata presa in considerazione, ma il materiale che girava era assai scarso e, soprattutto, non esaustivo. Il volume “Programma Centopiazze per Roma” raccoglie la mappa degli interventi e una antologia di progetti che descrivono l’intero programma, su iniziata dall'Arch. Prof. Francesco Ghio, frutto di una ricerca condotta e portata a termine dalla Prof.ssa Maria Grazia Cianci.
Le fotografie, invece, testimoniano lo stato dei luoghi, lasciando libero l'osservatore di farsi una idea sulla più o meno riuscita degli intenti dei promotori di Centopiazze.

around malls: intorno ai centri commerciali

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mappa dei luoghi - shopping malls

Le immagini proposte documentano e cercano di raccontare il territorio intorno ai più noti centri commerciali della Capitale.
I Centri Commerciali, realizzati secondo concept “globali” sono luoghi di aggregazione di quantità importanti di persone, le quali acquisiscono una nozione del luogo limitata ai locali che visitano, proiettati in una dimensione di interni luminosi e appariscenti assai stridente con il contesto urbano nel quale i malls sono inseriti, di cui non riescono invece minimamente a rendersi conto.
Non si tratta di “non luoghi”, ma anzi, come qualcuno li ha definiti, di “Superluoghi”. “Contrariamente ai non-luoghi, essi rivendicano una forte identità e una capacità d'attrazione: si distinguono come landmarks che dominano il territorio in cui sono inseriti, determinando, allo stesso tempo, una frattura rispetto alla città storica. Il prefisso super mette l'accento sulla loro funzione polivalente, e al contempo li oppone ai non-luoghi: piuttosto che zone d'ombra nel panorama cittadino, si sono affermati come icone di una nuova centralità.” (Federico Castigliano - Flaneur)
Spesso, invece, anche il territorio che circonda questi Superluoghi ha una storia da raccontare, assai frequentemente fatta di un uso e consumo “distorto” del territorio, fuori da una concezione urbanistica pianificata e ancor più spesso oggetto di interventi di speculazione edilizia.
Le foto sono state realizzate in sessioni di ripresa diverse e i luoghi sono sempre stati raggiunti (qualche volta non senza difficoltà) attraverso il sistema del trasporto pubblico locale e senza mai utilizzare l’automobile e le aree di parcheggio dei Centri, con l’intento di vivere una esperienza di avvicinamento graduale e progressivo al quel particolare tessuto urbano.
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