ma che bella città

Mandrione District

Un tempo via del Mandrione era un luogo ben diverso. Gli sfollati del dopoguerra, dopo il bombardamento di San Lorenzo nel 1943, occuparono gli archi dell'acquedotto Felice, che ne costeggia il percorso, trasformandoli in abitazioni di fortuna, divenendo poi stereotipo del luogo comune legato al degrado sociale fino agli anni ottanta, baraccopoli sotto gli archi, luogo di prostitute, rom e criminalità, sull'eco delle pagine dei romanzi di Pier Paolo Pasolini. Oggi l'area del Mandrione è diventata una realtà produttiva unica, avamposto della riallocazione urbana della produzione in controtendenza alle politiche di decentramento forzato nelle aree industriali periferiche, un luogo vicino al cuore di Roma, sufficientemente integrato nella città, con, da una parte, il Tuscolano/Furio Camillo, dall'altra il borghetto degli angeli al Casilino. Stretto tra la ferrovia e l’Acquedotto Felice il sistema di capannoni ospita una realtà di imprese creative ed artigiane, da attività artistiche e culturali che convivono in un contesto condiviso di valori, storie, e esperienze. Lo spazio ora occupato è parte di un complesso industriale post bellico edificato nei primi anni ’50 occupato inizialmente dagli stabilimenti della falegnameria Alfano che ha occupato via del Mandrione fino al 1979, prima di spostarsi in Viale della Bella Villa. Da allora gli spazi ospitano le attività più disparate, mantenendo il carattere artigiano, ma aprendosi ai mondi molto contemporanei della creatività e del design.
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https://www.machebellacitta.it/mandrione_district-a10115

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