ma che bella città

Gli Arcacci di Torre Angela

Se si torna con il pensiero al Parco degli Acquedotti, si ha una idea di come fosse anche qui, un tempo, la campagna romana, dominata dai resti degli antichi acquedotti. Torre Angela ora è un pezzo di città, a nord della via Casilina e a ridosso dell’uscita 17 del Gra, formato da un grappolo di case nato come nasce un ciuffo d’erba spontaneo, a fatica, negli interstizi di un muro o al bordo di un marciapiede. L’incanto delle distese verdi che dovevano dominare la tenuta di Torre Angela è qui rotto dalle abitazioni sorte in modo disordinato, ad intrappolare i resti dell’acquedotto Alessandrino, ultimo, in ordine di tempo, dei grandi acquedotti romani, costruito dall’imperatore Alessandro Severo (222-235 d.C.). Una situazione che congiunge idealmente le vestigia di Roma antica con le vicende dello sviluppo spontaneo delle periferie, dove le prime baracche abitate della vecchia borgata degli Arcacci, costruite sotto le arcate murarie dell’acquedotto, si sono progressivamente trasformate in casette abbarbicate ai resti antichi; ex lotti sui quali nel secondo dopoguerra si sviluppò un programma urbanistico abusivo sanato dal condono edilizio del 1985 e trasformato in un quartiere.
Gli Arcacci di Torre Angela
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